14 marzo 2025
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Due giorni fa, mentre sorvolava Marte durante una manovra di assist gravitazionale, la missione Hera ha potuto mettere alla prova la sua strumentazione per raccogliere immagini e dati del Pianeta Rosso e di Deimos, la sua luna più piccola e lontana, che ha osservato a una distanza di soli 1000 km. Che emozione vedere le foto che ci ha regalato…

Durante il sorvolo di Marte, Hera ha catturato immagini dettagliate sia del Pianeta Rosso che di Deimos utilizzando le tre diverse telecamere a bordo: l’Asteroid Framing Camera (AFC), l’imager Hyperscout H e la camera TIRI costruita in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Giapponese JAXA.
Deimos appare come un corpo di forma irregolare, caratterizzato da una superficie coperta di polvere e da una serie di crateri d’impatto di varie dimensioni. Le immagini evidenziano anche differenze di luminosità, che potrebbero indicare variazioni nella composizione del materiale superficiale. Oltre alle immagini nel visibile, Hera ha raccolto dati utili a studiare le proprietà termiche e la riflettanza della luna, informazioni cruciali per comprendere la sua origine e la sua evoluzione.
Oltre a Deimos, Hera ha fotografato Marte da una distanza ravvicinata, mostrando dettagli della sua atmosfera e della superficie, con particolare attenzione alle aree illuminate dal Sole. Questi dati non solo confermano le capacità della sonda, ma forniscono un’opportunità unica per confrontare le osservazioni con quelle di altre missioni marziane, contribuendo alla nostra comprensione del sistema di Marte e delle sue lune.
Queste osservazioni sono particolarmente rilevanti perché Deimos, con il suo diametro di circa 12 km, è un corpo celeste poco esplorato e la sua origine rimane incerta. Alcuni modelli suggeriscono che sia un asteroide catturato dalla gravità marziana, mentre altri ipotizzano che sia il risultato di un impatto avvenuto in un’epoca remota. Le immagini e i dati raccolti da Hera potrebbero contribuire a chiarire questa questione, fornendo indizi sulla sua composizione e struttura superficiale.
Oltre all’interesse scientifico, il flyby ha permesso di verificare la precisione della navigazione autonoma della sonda e di migliorare la sua traiettoria verso Didymos, che raggiungerà alla fine del 2026.
Altri aggiornamenti:
–> L’11 marzo alle 20:10 locali (le 4:10 italiane del 12 marzo), dopo diversi rinvii, a bordo di un Falcon 9 di SpaceX dalla base spaziale di Vandenberg, in California, sono partite due nuove missioni scientifiche della NASA: il telescopio spaziale per l’infrarosso SPHEREx e la missione solare PUNCH, entrambe posizionate in orbita terrestre bassa ed eliosincrona.
–> Il 12 marzo presso il Vera C. Rubin Observatory, in Cile, è stata completata con successo l’installazione della LSST Camera, la più grande fotocamera digitale mai costruita. Questo dispositivo, da 3200 megapixel e oltre 3000 kg di peso, sarà il cuore del telescopio Simonyi Survey Telescope e permetterà di realizzare il Legacy Survey of Space and Time (LSST), un’indagine astronomica senza precedenti che si estenderà per un decennio.
–> Il 12 marzo presso il centro ESRIN dell’Agenzia Spaziale Europea a Frascati, in Italia, è stato inaugurato lo Space HPC, un nuovo supercomputer progettato per fornire una piattaforma avanzata a supporto delle attività di ricerca, sviluppo e simulazione nel settore spaziale europeo.
–> L’astrofisica italiana Mariafelicia De Laurentis, professoressa di astronomia e astrofisica all’Università di Napoli Federico II e associata all’INFN, è stata di recente nominata Project Scientist dell’Event Horizon Telescope (EHT), la collaborazione internazionale che ha prodotto la prima immagine della storia di un buco nero. Avrà un ruolo chiave nel coordinamento delle attività di ricerca e nell’orientare le future osservazioni del telescopio globale. L’abbiamo intervistata qui.
Il grafico della settimana:
nuovi oggetti nella nebulosa Fiamma

Di recente, il telescopio spaziale James Webb ha osservato la Nebulosa Fiamma, una regione di intensa formazione stellare situata nella costellazione di Orione. Grazie alla sua capacità di rilevare l’infrarosso, il Webb ha penetrato le dense nubi di polvere della nebulosa, rivelando dettagli precedentemente nascosti.
Le immagini hanno mostrato giovani nane brune di massa ultrabassa e oggetti al limite tra pianeti giganti e nane brune. Alcune le vediamo in questa infografica sul lato destro, dove tre riquadri evidenziano oggetti puntiformi identificati come candidate nane brune estremamente deboli.
Queste osservazioni forniscono indizi cruciali sulla formazione di oggetti substellari in ambienti ricchi di polvere e gas, contribuendo a una comprensione più completa dell’evoluzione delle regioni di formazione stellare.
La foto della settimana:
un’eclissi vista dalla Luna
Questa non è solo la foto della settimana: è una foto destinata a entrare nella storia dell’esplorazione spaziale. Quella che noi, dalla Terra, abbiamo osservato come un’eclissi di Luna, con il nostro satellite oscurato dall’ombra terrestre durante un perfetto allineamento con il Sole, è stata vissuta in modo completamente diverso dalla superficie lunare.
Dal Mare Crisium, il lander Blue Ghost ha assistito a un’eclissi di Sole, un evento unico che fino a oggi nessuna sonda aveva mai immortalato con questa prospettiva.
Nella straordinaria immagine diffusa oggi da Firefly Aerospace, l’azienda che ha costruito il lander, vediamo l’ombra della Terra coprire il Sole, lasciando visibile solo la sua corona luminosa, che inizia a riemergere mentre l’eclissi volge al termine. È una prospettiva che ribalta la nostra percezione degli eventi celesti, e che ci ricorda anche come i fenomeni astronomici possano apparire completamente diversi a seconda del punto di osservazione…
Questa foto la ricorderemo a lungo. Anche come testimonianza del progresso tecnologico, che ci permette di esplorare il cosmo in modi sempre più innovativi.
Risorse utili
Di seguito alcuni link a materiale utile per approfondire, curiosare ed esplorare un po’ di più le notizie viste nel corso della newsletter, e non solo.
- Un racconto, su ORBIT, del flyby di Hera direttamente dal centro di controllo ESOC in Germania, di Paolo Ferri.
- Un approfondimento ORBIT con tutti i dettagli sulla missione Hera.
- Il nostro articolo sullo studio della nebulosa Fiamma con il James Webb.
- Il paper di De Furio et al. 2025 che ne parla.
- Un approfondimento ORBIT sul telescopio spaziale SPHEREx della NASA, partito questa settimana.
Lo scorso sabato è uscito un nuovo video approfondimento della rubrica Spectrum, in cui all’inizio di ogni mese vi raccontiamo tutte le ultime scoperte e ricerche di astronomia e astrofisica ed esplorazione scientifica dello spazio. Lo trovate qui, e invece la sua versione più approfondita è su ORBIT, qui. Buona visione e lettura!
Al prossimo venerdì.
Mariasole Maglione