Il 22 aprile, durante un’audizione della Commissione Scienza, spazio e tecnologia del Congresso degli Stati Uniti, l’amministratore della NASA Jared Isaacman ha dichiarato che i moduli del Lunar Gateway HALO e Lunar I-Hab sono entrambi “corrosi”. Si tratta di una affermazione che ha scosso il settore spaziale, soprattutto quello europeo, dato che questi due moduli erano costruiti in Europa.
Questo approfondimento il 24 aprile è stato aggiornato con alcune dichiarazioni dell’Agenzia Spaziale Europea, le quali confermano i problemi di corrosione, ma limitano i ritardi che sarebbero stati causati da questi problemi e chiariscono le cause.
Questo approfondimento il 27 aprile è stato aggiornato con un comunicato ufficiale di Thales Alenia Space, che ridimensiona il problema in questione.
Comunicato ufficiale Thales Alenia Space:
“I nostri team stanno lavorando fianco a fianco con il nostro cliente di lunga data Northrop Grumman per garantire che il modulo HALO risponda pienamente ai requisiti di missione, utilizzando processi approvati dalla NASA. È stata riscontrata una nota reazione metallurgica sulla superficie del modulo, che sarà risolta entro la fine del terzo trimestre del 2026. Per quanto riguarda il Lunar I-HAB, che ad oggi si trova ancora presso i nostri stabilimenti, stiamo collaborando anche con l’ESA per risolvere al più presto lo stesso problema correlato.
La nostra azienda, insieme ai suoi clienti e partner, è abituata ad affrontare e risolvere questo tipo di situazioni dato l’ambiente spaziale estremamente impegnativo. A titolo di esempio, un comportamento metallurgico di questo tipo si è verificato decenni fa durante la fabbricazione di elementi per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). I moduli pressurizzati dell’ISS si sono dimostrati altamente performanti e continuano a operare in modo affidabile, andando ben oltre la loro durata prevista originariamente. Con quasi il 50% del volume pressurizzato dell’ISS costruito dalla nostra azienda ancora funzionante dopo 25 anni, sfruttiamo questa comprovata esperienza per affrontare la situazione attuale con agilità, competenza e capacità tecnica.
Al momento, ulteriori commenti sarebbero prematuri. Per maggiori informazioni, si prega di rivolgersi a Northrop Grumman per HALO e all’ESA per Lunar I-HAB.”
Il Lunar Gateway
HALO è il primo elemento del Lunar Gateway, ed è stato già costruito da Thales Alenia Space per l’azienda americana Northrop Grumman, che dalla primavera del 2025 lo stava preparando al volo negli Stati Uniti. In Italia invece, stavano iniziando i lavori per la costruzione del secondo modulo, l’I-Hab, che invece era pienamente sotto il controllo europeo.
Il modulo I-HAB era, stando agli ultimi aggiornamenti pubblici, nella fase di integrazione dei vari anelli che lo compongono. Questo processo prevede la saldatura, tramite macchinari e processi proprietari di Thales Alenia Space, dei vari anelli che compongono il modulo.

Secondo quanto dichiarato dall’amministratore della NASA, entrambi questi moduli erano “corrosi”. L’affermazione di Isaacman è stata fatta in seguito ad una domanda del Senatore Suhas Subramanyam, democratico, rappresentante del decimo distretto della Virginia. Il senatore ha chiesto ad Isaacman se la cancellazione del Lunar Gateway avrebbe rallentato la costruzione della base lunare, la quale è il nuovo obbiettivo centrale del Programma Artemis.
Isaacman ha risposto dicendo che invece spostare le risorse dal Lunar Gateway accelererà il programma, perché la stazione lunare era “un piano interessante nel 2017, ma ora il mondo è diverso”. Inoltre, ha detto che “entrambi i moduli consegnati sono “corrosi” e questo avrebbe ritardato il Lunar Gateway ad oltre il 2030″. La trascrizione completa è questa:
Outside of the PPE hardware that we’re going to use for nuclear power propulsion demonstration, the only two habitable volumes that were delivered both were corroded. That’s unfortunate because it would have delayed, probably beyond 2030, the application of the gateway. Again, I don’t fault at the time, 2017 was a good idea to orbit our astronauts above the moon. That was at a different time. Now you want our astronauts on the moon before our rivals are capable of doing it, not to mention for all the good science.
Jared Isaacman
In questa risposta probabilmente Isaacman si è confuso sullo status del secondo modulo, il Lunar I-Hab, che allo stato attuale non è ancora stato consegnato da Thales Alenia Space all’ESA. Sempre dalle fonti pubbliche, come scrivevamo all’inizio, risulta ancora in fase di costruzione e assemblaggio nel sito di Thales Alenia Space a Torino.
L’audizione di Isaacman alla Commissione del Senato americano si può vedere pubblicamente qui. La sua risposta sul Lunar Gateway si trova al minuto 3:32:40.
Cos’è successo ai moduli del Gateway?
Questa affermazione sui problemi del Lunar Gateway non è in realtà nuova. Durante l’evento Ignition del 24 marzo, Isaacman stesso ha annunciato la grande ristrutturazione dei programmi NASA, presentando il piano della base lunare e annunciando di voler mettere in pausa il programma del Lunar Gateway. In quell’occasione disse che i moduli della stazione spaziale lunare presentavano “diversi problemi tecnici” senza andare più nello specifico.
In questa nuova formulazione dei programmi NASA, venne anche presentato un piano per estendere la vita della ISS e per garantire alle aziende private di mandare singoli moduli spaziali verso la ISS invece di costruire da zero nuove stazioni spaziali commerciali. Il giornalista Eric Berger, in questo articolo in cui parla di questo piano per l’estensione della ISS, scrive:
Despite billions of dollars and efforts by NASA and the European Space Agency to build new deep space station modules—the HALO and iHAB elements of the now-shelved Lunar Gateway—have both faced significant delays. There are rumors that both modules are actually corroded, perhaps beyond repair. Inevitably, NASA expects private providers to face similar delays.
Sempre il 22 aprile, l’azienda americana Northrop Grumman ha inviato alla stampa americana un comunicato, che ci è stato fornito da un collega americano che lo ha ricevuto. In questo comunicato, che alleghiamo qui di seguito, l’azienda conferma indirettamente il problema, e dichiara che le riparazioni sono in corso e dovrebbero essere completate entro il terzo trimestre del 2026. Non ci è stato detto quando sono iniziate, ma sappiamo che il modulo HALO è stato spedito negli Stati Uniti nella primavera del 2025.

Aggiornamento del 24 aprile 2026:
L’Agenzia Spaziale Europea, il 24 aprile ha diffuso alla stampa un aggiornamento ufficiale, il quale conferma i problemi, additandoli a “results from a combination of factors, including aspects of the forging process, surface treatment, and material properties”. Allo stesso tempo, l’ESA conferma che i problemi sono minori sul modulo lunar I-Hab rispetto ad HALO e che un team indipendente dell’ESA è stato messo subito al lavoro una volta individuato il problema, per risolverlo.
Allo stesso tempo, viene sottolineato che anche diversi elementi del Lunar Gateway di provenienza americana sarebbero stati in forte ritardo, come il sistema di supporto vitale o le pompe del sistema di controllo termico. Qui di seguito riportiamo integralmente il comunicato che ci è stato diffuso dall’ESA:
NASA has recently issued several public communications addressing a corrosion issue related to HALO and I-Hab modules, also mentioning important delays for the readiness of the modules. Following the identification of corrosion on HALO, a comprehensive investigation was promptly initiated. Preliminary findings indicate that the issue likely results from a combination of factors, including aspects of the forging process, surface treatment, and material properties.
A dedicated tiger team was established for I-Hab under the guidance of ESA to solve this issue. Based on the investigation and available data, the corrosion issue was understood to be technically manageable and did not constitute a showstopper for I‑Hab which was in any case in better conditions than HALO from corrosion point of view.Based on programme information shared by NASA, other elements provided by the US supply chain, such as the life support system and the thermal control pump, were also experiencing notable delays and technical complexity.
Un problema grave?
Sia il modulo HALO, che il modulo I-HAB sono stati costruiti o sono in fase di costruzione da Thales Alenia Space, azienda che da decenni è leader nella progettazione, costruzione e assemblaggio di moduli pressurizzati. Questo non implica l’impossibilità di commettere errori però.
La questione, che speriamo vengano chiariti dalla NASA, da Northrop Grumman o ancora meglio da Thales Alenia Space, è dove e quando questi errori si sono originati. Sarà importante per loro capirlo (sicuramente lo sanno già) perchè di moduli pressurizzati ne sono in produzione altri, per tanti altri progetti soprattutto in LEO. Thales Alenia Space sta anche lavorando al modulo MPH, che farà parte del contributo italiano alla base lunare della NASA.
Allo stesso tempo, non abbiamo informazioni chiare su cosa significhi “corroso”. Non aspettiamoci di vedere della ruggine su questi moduli, ma probabilmente si parla di piccole sottocomponenti, parametri fuori margine di sicurezza, o altri dettagli di questo tipo. Probabilmente! Abbiamo chiesto delucidazioni a tutti i partner coinvolti, ma solo Thales Alenia Space ci ha garantito futuri aggiornamenti.
Dopo queste affermazioni da parte di Isaacman, molti appassionati e anche addetti ai lavori non coinvolti direttamente, hanno dubitato delle parole dell’amministratore della NASA. Come abbiamo visto in questo approfondimento però, la storia è confermata da più voci, anche da Northrop Grumman stessa, anche se non parla esplicitamente di problemi di corrosione.
Non ci sono invece conferme, se non quelle dell’amministratore della NASA, che questi problemi avrebbero rinviato il Lunar Gateway oltre il 2030. Il primo lancio, quello del modulo HALO, era originariamente previsto per il 2027.
In questo video, abbiamo visto proprio il modulo HALO del Lunar Gateway poche settimane prima che partisse per gli Stati Uniti:
Questo approfondimento è stato pubblicato il 23 aprile alle 12:00 italiane. E’ stato aggiornato con dichiarazioni dell’ESA alle 18:00 italiane del 24 aprile.






