L’esplorazione umana dello spazio porta con sé sfide tecnologiche e scientifiche molto grandi, e una delle più difficili da affrontare è quella della radiazione cosmica. Al di fuori della protezione del campo magnetico terrestre, astronauti e veicoli spaziali sono esposti a un flusso continuo di particelle ad altissima energia provenienti dalla nostra galassia. Si tratta dei cosiddetti raggi cosmici galattici (Galactic Cosmic Rays, GCR), una componente fondamentale dell’ambiente radiativo dello spazio profondo.
Queste particelle possono attraversare materiali, elettronica e tessuti biologici, depositando energia lungo il loro percorso. Per missioni brevi in orbita terrestre bassa, come quelle verso la Stazione Spaziale Internazionale, il problema è relativamente limitato, grazie alla protezione offerta dal campo magnetico terrestre. Ma quando si parla di missioni più lunghe e lontane, come quelle verso la Luna o Marte, la situazione cambia radicalmente. Comprendere come la radiazione cosmica interagisce con veicoli spaziali e organismi viventi diventa quindi un passaggio fondamentale per rendere queste missioni più sicure.
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