La NASA ha rimandato la missione Artemis II già due volte: la prima (da febbraio a marzo) a causa di una serie di problemi emersi durante il primo Wet Dress Rehearsal di inizio febbraio, la seconda (da marzo a data da destinarsi) per un’anomalia, ancora non completamente risolta, legata al flusso di elio verso lo stadio superiore ICPS, riscontrata dopo il secondo WDR di successo a fine mese. Il 3 marzo la NASA ha annunciato di aver risolto il problema, di aver sostituito tutte le batterie, e di essere pronta a riportare SLS sulla rampa di lancio nelle prossime settimane, per tentare il lancio già ad aprile.
Ora, però, c’è un’altra incognita, e stavolta non è tecnica. Un nuovo studio pubblicato a febbraio sul Journal of Geophysical Research: Space Physics suggerisce infatti che il Sole si trovi in una fase in cui aumenta la probabilità dei cosiddetti super-brillamenti, le eruzioni solari più potenti che può produrre. Il modello presentato dagli scienziati non è in grado di predire con esattezza quando avverrà il prossimo super-brillamento, ma riesce a identificare una “stagione di rischio” entro la quale c’è un forte aumento di super-brillamenti. Secondo il modello, questa stagione sarebbe già iniziata a metà 2025 e durerà fino a metà 2026.
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