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Home Scienza Astronomia e astrofisica

ExoVenus: cosa possiamo imparare da mondi inospitali simili a Venere, e come lo faremo in futuro

by Orbit Astrospace
Marzo 31, 2025
in Astronomia e astrofisica, Scienza
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Immagine di Gliese 12 b, un candidato exoVenus in orbita attorno a una stella di tipo M a circa 40 anni luce dalla Terra. Credits: NASA/JPL-Caltech/R. Hurt (Caltech-IPAC)

Immagine di Gliese 12 b, un candidato exoVenus in orbita attorno a una stella di tipo M a circa 40 anni luce dalla Terra. Credits: NASA/JPL-Caltech/R. Hurt (Caltech-IPAC)

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Studiare pianeti extrasolari simili a Venere, noti come exoVenus o “eso-Venere”, rappresenta una nuova frontiera per comprendere l’evoluzione atmosferica dei mondi rocciosi e i limiti dell’abitabilità planetaria. Questi oggetti, potenzialmente numerosi nella nostra galassia, orbitano in una regione chiamata Venus Zone, una fascia attorno alla loro stella in cui l’irraggiamento ricevuto può innescare condizioni ambientali simili a quelle del nostro secondo pianeta: temperature elevate, pressione atmosferica estrema, e un clima dominato da effetti serra incontrollati.

L’interesse verso gli eso-Venere nasce da una consapevolezza fondamentale dell’astrobiologia moderna: per comprendere appieno i processi che rendono un pianeta abitabile, è necessario studiare anche quelli che lo rendono inabitabile. In questo senso, Venere è un laboratorio naturale essenziale. Pur avendo dimensioni e composizione simili a quelle della Terra, ha seguito una traiettoria evolutiva radicalmente diversa. Le cause di questo divario — e la possibilità che Venere sia stato abitabile in passato — sono ancora oggetto di ricerca.

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Tags: esopianetiExoVenusHabitable Worlds Observatorypianeti extrasolariSistema SolareVenere

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